Contratti di solidarietà, via libera alla decontribuzione 2019

Emanato il decreto interministeriale per la concessione del beneficio contributivo di cui all’art. 6, comma 4, D.L. n. 510/96, relativo al 2019, per i contratti di solidarietà con cui, tra l’altro, sono comunicate nuove modalità telematiche di presentazione dell’istanza.
Con l’emanazione del Decreto Interministeriale (Lavoro- Economia) 30 settembre 2019, n. 278, sono stati concessi anche per l’anno 2019 i benefici contributivi per i contratti di solidarietà secondo la previsione dell’art. 6, comma 4, del D.L. n. 510/96, convertito con modificazioni dalla legge n. 608/1996. La fonte secondaria ha provveduto altresì a modificare le modalità telematiche di presentazione della domanda attraverso il rilascio di un nuovo applicativo, come spiegato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare 3 ottobre 2019, n. 17.

Lo sgravio contributivo
Il beneficio contributivo in argomento è stabilito dall’art. 6, comma 4, del D.L. n. 510/1996, modificato dall’art. 5, comma 1-bis, del D.L. n. 34/2014 in favore dei datori di lavoro che stipulino un contratto di solidarietà – ad eccezione di quelli di cui all’ormai abrogato art. 5, commi 5, 7 e 8, del D.L. n. 148/1993 – ai quali, nei limiti delle disponibilità finanziarie di 30 milioni annui – poste a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione ex art. 18, comma 1, del D.L. n. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2/2009 – e per un periodo non superiore ai 24 mesi, è concessa una riduzione dell’ammontare della contribuzione previdenziale ed assistenziale da essi dovuta, in misura del 35 per cento, per i lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20 per cento.
Sulla base di questi presupposti normativi, una serie di fonti secondarie 1 aveva stabilito che l’agevolazione venisse riconosciuta in favore delle imprese le quali, avendo fatto ricorso alla solidarietà difensiva o espansiva, avessero individuato strumenti intesi a realizzare un miglioramento della produttività di entità analoga allo sgravio contributivo spettante sulla base dell’accordo ovvero di un piano di investimenti finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo.
A partire dal Decreto Interministeriale (Lavoro- Economia) 27 settembre 2017, n. 2 – relativo alla concessione della provvidenza per il 2017 – sono stati semplificati i criteri di accesso alla misura agevolativa non essendo più necessaria, così come in origine, l’individuazione, nell’accordo, dei suddetti strumenti finalizzati a indicare miglioramenti della produttività pari alla misura dello sgravio spettante, ovvero per i quali fosse presente un piano di investimenti utile a superare le inefficienze gestionali, o del processo produttivo, che avessero determinato la necessità di ricorrere alla solidarietà per ragioni di salvaguardia occupazionale. Oltre al rispetto degli obblighi imposti dalla norma, l’unico criterio previsto è divenuto quello cronologico di presentazione della domanda.

L’ambito di applicazione
La fonte secondaria precisa che l’agevolazione di cui all’articolo 6, comma 4, del D.L. n. 510/1996 viene riconosciuta in favore delle imprese che stipulano o hanno in corso contratti di solidarietà ai sensi degli articoli 1 e 2 del D.L. n. 726/1984, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 863/1984, nonché per quelli stipulati ai sensi dell’art. 21, comma 1, lettera c), del D.Lgs. n. 148/2015.
Sono quindi coinvolti:
› i contratti di solidarietà difensivi per le imprese soggette alla CIGS con i quali, tramite la riduzione dell’orario di lavoro, si intende evitare in tutto o in parte la riduzione di personale, siano essi regolamentati dal vecchio sistema normativo (art. 1, legge n. 863/1984) che da quello vigente (art. 21, comma 1, lettera c), D.Lgs. n. 148/2015);
› i contratti di solidarietà espansivi di cui all’art. 2, della legge n. 863/1984.

Sulla riduzione dell’orario
In particolare, lo sgravio contributivo previsto dalla normativa è stabilito in misura del 35 per cento della contribuzione a carico del datore di lavoro, dovuta per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario lavorativo in misura superiore al 20 per cento. L’agevolazione compete pertanto nella circostanza in cui l’accordo sindacale preveda una riduzione dell’orario superiore al 20 per cento e la contrazione trovi effettivo riscontro per il singolo dipendente.
A ben vedere, l’agevolazione potrebbe spettare per i lavoratori interessati da un orario ridotto di oltre il 20 per cento nella circostanza in cui l’accordo sindacale avesse stabilito una contrazione media inferiore a tale percentuale, per effetto della possibilità di fluttuazione della riduzione ammessa per i contratti di solidarietà difensivi.

Le nuove modalità di presentazione dell’istanza
L’art. 3 del D.I. n. 278/2019, ha introdotto nuove modalità procedurali telematiche per la presentazione delle domande di ammissione al beneficio, in una logica di semplificazione. Come precisato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare n. 17/2019, prontamente emanata, fermo restando il resto, sono pertanto superate le previsioni di prassi indicate nella precedente circolare n. 18/2017.
Le istanze dovranno essere quindi presentate mediante l’applicativo web “sgravicdsonline” – che sarà messo a disposizione dell’utenza dal 2 novembre al 10 dicembre di ciascun anno – alla Direzione generale degli ammortizzatori sociali e della formazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Divisione IlI.

Così come nel recente passato, la finestra temporale per la presentazione delle domande è stabilita – a pena di decadenza – nell’arco temporale intercorrente dal 30 novembre di ogni anno e fino al 10 dicembre.
Ne sono interessate le imprese che, al 30 novembre di ciascun anno abbiano stipulato un contratto di solidarietà nonché dalle imprese che abbiano avuto un contratto di solidarietà in corso nel secondo semestre
dell’anno precedente (nel caso che ci occupa nel semestre 1° luglio-31 dicembre 2018).
Come spiegato dalla circolare n. 17/2019, l’accesso al nuovo applicativo potrà avvenire utilizzando le credenziali del sistema “cliclavoro” o, in alternativa utilizzando le credenziali SPID, rilasciate da uno dei gestori autorizzati dall’AGID sul sito “www.spid.gov.it”.
Nell’applicativo web “sgravicdsonline” saranno messi a disposizione per ogni impresa interessata i relativi macro-dati delle pratiche presenti nel sistema “CIGS online”, conseguenti ai contratti di solidarietà ammessi al beneficio.
L’istanza, firmata digitalmente e in bollo, dovrà essere compilata direttamente all’interno del richiamato applicativo 5 . Essa dovrà essere corredata:
› dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati, contenente per ciascun dipendente una percentuale di riduzione oraria applicata superiore al 20 per cento;
› dal numero e dalla data della marca da bollo che sarà mantenuta agli atti dall’istante.
L’applicativo sarà reperibile anche nella sezione “Strumenti e servizi” del sito istituzionale www.lavoro.gov.it.
Una volta inoltrata la domanda, il sistema rilascerà il modulo dell’istanza compilato con i dati dell’impresa e completo di un codice comunicazione.
La circolare specifica che la nuova procedura è l’unica ammessa per la compilazione delle istanze di decontribuzione da parte delle imprese e, in quanto tale, non sarà possibile operare la richiesta con nessun’altra modalità (quale la posta elettronica certificata) o modulistica.
A pena d’inammissibilità, l’impresa deve dichiarare nell’istanza in termini previsionali l’entità della riduzione contributiva richiesta, oltre al codice pratica relativo alla domanda di integrazione salariale per contratto di solidarietà presentata nel sistema denominato “Cigs online”.
La stima dell’onere contributivo è dovuta in termini indipendenti dalla circostanza che l’impresa richiedente abbia o meno presentato precedenti istanze di sgravio. Le domande sono istruite in base all’ordine cronologico di presentazione risultante dall’inoltro effettuato secondo le nuove modalità telematiche.
Il provvedimento di ammissione della riduzione contributiva – o di diniego per motivi diversi dall’incapienza delle risorse annualmente stanziate – è adottato dalla Direzione generale degli ammortizzatori sociali e della formazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro trenta giorni dalla data di ricezione dell’istanza, per l’importo massimo in essa indicato e comunque entro il limite di spesa annuo.
Il provvedimento è trasmesso all’impresa istante, all’INPS o all’INPGI ai fini della quantificazione dell’onere effettivo derivante dalla riduzione contributiva, calcolata sulla base delle retribuzioni percepite nell’anno precedente dai lavoratori coinvolti dalle riduzioni orarie, rivalutate all’anno di fruizione del beneficio, nonché sulla base della percentuale di riduzione oraria prevista nel contratto di solidarietà.
L’INPS e l’INPGI, per quanto di propria competenza, sono tenute a comunicare entro il 31 gennaio dell’anno successivo alla Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali la quantificazione dell’onere effettivo derivante dalla riduzione contributiva richiesta da ciascuna impresa richiedente oltre agli importi delle eventuali somme residue ai fini della successiva rendicontazione a valere sulle risorse di cui all’articolo 6, comma 4-bis, del D.L. n. 510/1996, così come modificato dall’articolo 1, comma 240, lett. c) della legge n. 232/2016, gravanti sul Fondo sociale per occupazione e formazione ut supra.
Le istanze inoltrate saranno istruite e decise esclusivamente a valere sulle risorse relative all’anno di presentazione e comunque entro il relativo limite di spesa annuale. In caso di esaurimento delle risorse annue stanziate, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali comunicherà, attraverso specifica pubblicazione sul proprio sito istituzionale internet, il raggiungimento del limite di spesa annuo e l’elenco delle aziende beneficiarie.
Il Dicastero pertanto non provvederà ad istruire le istanze non collocate in posizione utile entro il limite di spesa annuo pari a 30 milioni di euro, fatta salva la possibilità di successiva istruttoria delle medesime al determinarsi di eventuali risorse residue così come per gli anni precedenti, dei quali viene effettuata una ricognizione per mano dell’art. 4 della fonte secondaria in commento.

Stralci da Guida al Lavoro/Il Sole 24 Ore Numero 41/18 ottobre 2019