Il decreto c.d. Ristori bis, alla luce delle nuove misure restrittive derivanti
dall’aggravarsi dell’emergenza Covid19, fissa una nuova sospensione dei
termini di versamento riferiti a contributi e ritenute effettuate dal sostituto
d’imposta, con non poche criticità interpretative.

Il D.L. 9 novembre 2020, n. 14 (c.d. Ristori bis) interviene sui
termini di versamento di ritenute alla fonte e contributi (con non poche criticità interpretative) oltre a introdurre, per il settore agricolo, un ulteriore esonero contributivo.

Sospensione dei versamenti tributari
L’art. 7 del D.L. 9.11.2020, n. 149, sospende i termini di versamento delle ritenute alla fonte e dell’IVA in scadenza nel mese di novembre.

Destinatari – I destinatari della sospensione dei versamenti tributati sono:
› soggetti che esercitano, su tutto il territorio nazionale, le attività sospese ai sensi dell’art. 1 del D.P.C.M. 3.11.2020, più soggetti che esercitano attività di ristorazione in aree caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità o da un livello di rischio alto individuate con ordinanze del
Ministero della salute a norma degli artt. 2 (attualmente Puglia, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, e Umbria – ordinanza 5.11.2020, n. 276 e ordinanza 10.11.2020) e 3 (attualmente: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano – Ordinanza 5.11.2020, n. 276 e ordinanza 10.11.2020) del D.P.C.M. 3.11.2020;
› settori economici di cui all’allegato 2 del decreto in commento (riportato al termine del presente intervento), più le attività alberghiere, di Agenzie di
viaggio e di tour operator operanti nelle aree caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità o da un livello di rischio alto individuate con ordinanze del Ministero della salute a norma dell’art. 3 (attualmente: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta provincia autonoma di Bolzano Ordinanza 5.11.2020, n. 276 e ordinanza 10.11.2020) del D.P.C.M. 3.11.2020 e dall’art. 30 del presente decreto (nuove ordinanze del Ministero della salute derivanti dal monitoraggio dei dati inerenti l’emergenza covid-19);

Sospensione dei termini – La disposizione sospende i termini che scadono nel mese di novembre 2020, riguardanti:

› i versamenti delle ritenute IRPEF e imposte sostitutiva (ordinarie e a tassazione separata) e le addizionali all’IRPEF (Regionali e comunali), operate dal sostituto d’imposta (scadenza ordinaria 16/11) a norma dell’art. 23 (lavoro dipendente) e 24 (redditi assimilati a lavoro dipendente);

› il versamento relativo all’IVA;

N.B. – Il 16 novembre scade anche la terza rata (del 100% o del 50%) relativa al versamento delle imposte precedentemente sospese. Occorre quindi conoscere se anche tale scadenza (per le imposte interessate) possa rientrare tra quelle “in scadenza nel mese di novembre 2020” e quindi differirle al 16 marzo 2021.

Ripresa del versamento – Le somme sospese dovranno essere versate (senza sanzioni e interessi) entro il 16.3.2021, in un’unica soluzione o in massimo 4 rate mensili di pari importo (prima rata entro il 16.3.2021).
Sospensione dei versamenti contributivi datori di lavoro privato
Il D.L. 149/2020 interviene sulla sospensione dei versamenti contributivi disposta dall’art. 13, D.L. 137/2020 (senza disporne l’abrogazione) ampliando la platea dei soggetti beneficiari. Dalla lettura delle due disposizioni non coordinate si rileva che: il D.L. 137/2020 fa riferimento ai contributi di competenza del mese di novembre (scadenza 16 dicembre); il D.L. 149/2020 fa riferimento ai contributi dovuti nel mese di novembre 2020 (scadenza 16 novembre). Le norme di riferimento – L’art. 13, D.L. 137/2020
(non abrogato) prevede per i datori di lavoro privati appartenenti ai settori interessati dal DPCM 24 ottobre 2020, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO di cui all’Allegato 1 del decreto (sostituito dall’allegato 1 al D.L. 149/2020) che hanno la sede operativa nel territorio dello Stato:
› la sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti per la competenza del mese di novembre 2020 (quindi scadenza 16 dicembre);
› i pagamenti dei citati contributi sospesi devono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo
2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021;
› il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.
L’art. 11, D.L. n. 149/2020, stabilisce che la sospensione dei versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre (scadenza 16 novembre 2020) di cui all’art. 13, D.L. 137/2020 (v. sopra) si applica anche:
› in favore dei datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati nell’Allegato 1 al decreto (riportato al termine del presente intervento).
La predetta sospensione non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL;
› ai datori di lavoro privati dei settori indicati nell’allegato 2 del decreto con unità produttive od operative nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministero della salute adottate ai sensi dell’art. 3 del D.P.C.M. 3.11.2020 (attualmente: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano – ordinanze: 5.11.2020, n. 276 e ordinanza 10.11.2020).

L’art. 11 del D.L. 9.11.2020, n. 149, stabilisce inoltre che i contributi sospesi dovranno essere versati (senza sanzioni e interessi) entro il 16.3.2021, in un’unica soluzione o in massimo 4 rate mensili di pari importo (prima rata entro il 16.3.2021).
La norma prevede infine che il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza del beneficio.
La soluzione dell’INPS – L’Istituto, con la circolare 12 novembre 2020, n. 128, risolve la criticità sopra evidenziata precisando che la previsione dell’art. 11 “ha chiarito che la sospensione dei versamenti contributivi
di cui all’art. 13, c. 1, del D.L. n. 137/2020, e riferita ai versamenti in scadenza nel mese di novembre 2020 e che non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL. Inoltre, il citato art. 11 del
D.L. n. 149/2020, ha previsto l’applicazione della medesima misura anche a favore dei datori di lavoro privati la cui sede operativa e ubicata nelle c.d. zone arancione e rossa, svolgenti, come prevalente, una di quelle attività
riferite ai codici ATECO puntualmente codificati dalla norma in argomento all’Allegato 2 del medesimo decreto.”
Quindi il pasticcio legislativo è stato risolto dando peso esclusivamente a quanto stabilito dall’art. 11 del D.L. 149/2020 (non si comprende perché
quest’ultimo decreto non ha disposto l’abrogazione dell’art. 13 del D.L. 137 nella parte interessata).
Tale interpretazione dell’INPS, sicuramente interessante per la relativa finalità, interviene a ridosso della scadenza del 16/11 e ciò penalizzerebbe quelle aziende che hanno già disposto il pagamento, in quanto, come precisa l’INPS, non si fa luogo al rimborso dei contributi versati.
Conclusioni – A seguito delle istruzioni impartite dall’INPS con la citata circolare 128/2020, si giunge alle seguenti conclusioni. I contributi interessati alla sospensione sono quelli in scadenza nel mese di
novembre 2020, in particolare:
› contributi previdenziali e assistenziali relativo alla competenza del mese di ottobre (scadenza 16.11), comprese le quote a carico dei lavoratori e quelle destinate al fondo di tesoreria;
› le rate in scadenza nel mese di novembre relative alle rateazioni amministrative concesso dall’Istituto.
Non rientrano nella sospensione:
› i premi per l’assicurazione INAIL (sostanzialmente la 4 rata dell’autoliquidazione 2019/2020);
› la terza rata in scadenza a novembre (16/11) relativa alla ripresa dei versamenti (D.L. 104/2020, L. 126/2020) sospesi in precedenza.
I datori di lavoro privati interessati sono: soggetti operanti sull’intero territorio nazionale che svolgono come attività prevalente una di quelle
riferite ai codici Ateco riportati nell’allegato 1 del D.L. 9 novembre 2020, n. 149;
› soggetti operanti nella c.d. zone arancione e rossa che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’allegato 2 del D.L. 9 novembre 2020, n. 149.

Nota bene – Zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria, Puglia e Sicilia; zona rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano.
L’eventuale variazione, nel corso del mese di novembre, della collocazione delle Regioni e delle Province autonome, rispetto alle c.d. zone gialle, arancioni e rosse, non ha effetti per l’applicazione della sospensione contributiva di cui alla presente circolare.

L’Inps, ricorda che per espressa disposizione normativa i dati identificativi dei soggetti che si avvalgono della sospensione de qua verranno comunicati
all’Istituto a cura dell’Agenzia delle Entrate al fine di consentire e verificare il corretto riconoscimento ai predetti destinatari dei nuovi provvedimenti di sospensione.
Non si fa luogo a rimborso dei contributi già versati.
Le istruzioni operative (codici uniemens) verranno fornite con apposito messaggio.
Il termine per effettuare il versamento dei citati contributi sospesi, senza applicazione di sanzioni e interessi, è fissato:
› in unica soluzione entro il 16.3.2021;
› in alternativa, massimo 4 rate mensili di pari importo, con versamento della prima rata entro il 16.3.2021;
› in unica soluzione (senza possibilità di rateazione) le rate sospese dei piani di ammortamento (rateazione amministrativa).

Riferimenti dal Guida al Lavoro/Il Sole 24 Ore n.46/20 novembre 2020 EMERGENZA CORONAVIRUS